Quando ero piccolo

L’altro giorno, mettendo a posto alcune cose in casa, mi sono ritrovato davanti alcune foto di quando ero piccolo. Me le aveva scattate mia sorella con una macchinetta fotografica di quelle usa e getta, infatti erano per lo più foto abbastanza bruttarelle e, di conseguenza, molto buffe. Altre invece erano foto di quando ero un neonato recuperate dalla telecamera per bambini. In alcune c’era solo il mio capoccione spelacchiato, non si vedeva altro, al massimo un po’ la stanza dietro.

C’era anche una foto di me che reggevo Pisolo, il mio pupazzetto preferito che ancora ho sulla mensola di camera mia. Ovviamente è sfuocata, ma si riconoscono i contorni, in più non mi staccavo mai da quell’orsacchiotto, quindi è piuttosto facile per me capire chi o cosa fosse. Ce n’era anche una molto buffa di me che mangiavo con le mani un piatto di minestrina, adoravo la minestra con le stelline dentro – e pensare che ora, davanti a un piatto di minestra, potrei anche mettermi a piangere.

Ce n’era una in cui tenevo il ciuccio in bocca con uno sguardo un po’ da gangster, un po’ da triglia. Mi sono ricordato di come ho fatto per staccarmi da quell’oggetto diabolico, che i miei non volevano farmi più tenere in bocca: l’ho lanciato di sotto dalla finestra, io che lo amavo così tanto. I miei genitori non me lo hanno più ricomprato e così mi sono staccato dal succhietto. Non so come faccia a ricordarmelo, probabilmente devono avermelo raccontato loro e mi è rimasto parecchio impresso: come ho potuto fargli quello?!?

Certo, mia sorella ora fa la fotografa e potrei ricattarla con queste fotografie che sono orribili. Sono, del resto, anche molto genuine e tenerissime per certi aspetti, ma sono anche inguardabili!

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